In questo post non ho argomentazioni dotte da proporre, ma solo una sensazione. La sensazione che veramente stia finendo un'epoca. Almeno per quanto riguarda la finanza e l'economia per come l'abbiamo conosciuta finora.
Vedo segnali strani. Ieri sera da Santoro hanno fatto parlare due ragazzi giovani, due studenti, che si lamentavano della crisi. I loro toni erano quelli da invasati pieni della peggiore dottrina neocomunista stile '68.
Queste false dottrine stanno tornando di moda ? Come anche i neofascisti ...cosa stiamo vivendo ?
La mia personale impressione è che lo sfascio totale dell'etica pubblica, quella laica, si sia materializzata nella crisi finanziaria e nella spaventosa recessione che stiamo vivendo. In momenti di crisi si tende a spazzare del vecchio tutto quanto, anche ciò che di buono eventualmente si era riusciti a produrre.
E allora ieri sera da Santoro un giovane studente si è permesso il lusso di dire che questa crisi era stata prevista da 150 anni. La citazione, ovviamente, è al manifesto del partito comunista di Marx ed Engels del 1848, dove appunto si teorizzava la fine dell'economia capitalistica per un modello sociale nuovo, quello comunista appunto.
In studio da Santoro non c'era nessuno, ripeto nessuno che abbia controbattuto a tono a quel giovane, a parte (!) Vittorio Zucconi, il quale, evidentemente imborghesito dopo i suoi trascorsi da militante rosso da lui stesso ricordati, ha apostrafato giustamente con un: "tante chiacchiere e nessuna cazzo di proposta".
Non ho mai votato Berlusconi, spero di non essere costretto a votarlo, un giorno, per il rifiorire di una mentalità comunista abbietta ed insopportabile che pensavo ormai morta e sepolta.
La speranza è l'ultima a morire, si dice. Comincio a credere che per ultima muore, se muore),la stupidità.
Nota: i punti del Manifesto del partito Comunista (fonte: wikipedia)
- Espropriazione della proprietà fondiaria ed impiego della rendita fondiaria per le spese dello Stato.
- Imposta fortemente progressiva.
- Abolizione del diritto di successione.
- Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e ribelli.
- Accentramento del credito in mano dello Stato mediante una banca nazionale con capitale dello Stato e monopolio esclusivo.
- Accentramento di tutti i mezzi di trasporto in mano allo Stato.
- Moltiplicazione delle fabbriche nazionali, degli strumenti di produzione, dissodamento e miglioramento dei terreni secondo un piano collettivo.
- Eguale obbligo di lavoro per tutti, costituzione di eserciti industriali, specialmente per l'agricoltura.
- Unificazione dell'esercizio dell'agricoltura e dell'industria, misure atte ad eliminare gradualmente l'antagonismo fra città e campagna.
- Istruzione pubblica e gratuita di tutti i fanciulli. Eliminazione del lavoro dei fanciulli nelle fabbriche nella sua forma attuale. Combinazione dell'istruzione con la produzione materiale e così via.
Nessun commento:
Posta un commento