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martedì 14 aprile 2009

Non si cementifichi sul sangue dei morti dell'Aquila

Abbiamo ancora tutti vivo il dolore immenso per i quasi trecento morti nel terremoto della settimana scorsa. Il dolore non ha alcun colore politico, brucia e basta.


Le polemiche non servono, adesso bisogna lavorare per permettere a questa gente di ritrovare la vita quotidiana, e sarà difficile. Difficile perché molti di loro non hanno più nulla.


Il punto è che comincio a sentire odore di raggiro. Raggiro perché i morti all'Aquila vanno onorati, secondo me, con alcune azioni irrinunciabili.


Ad esempio una attenta inchiesta su appalti, progetti, lavori, collaudi e quant'altro relativamente ai fabbricati che sono crollati e che non dovevano crollare, perché dovevano rispondere a precisi criteri di legge (legge !) che evidentemente non sono stati seguiti.


Questo lo stabilirà (spero) la magistratura, li vedo molto motivati.


Trovare i colpevoli, fare i nomi di costruttori, aziende, amministrazioni che hanno chiuso occhi, politici locali che hanno favorito la speculazione edilizia, tutti alla berlina. Questo bisogna fare


La ricostruzione. Tutti sappiamo che non vogliamo assolutamente ripetere l'esperienza dell'irpinia, il malaffare durato trent'anni, la rapina ai danni dello stato più grande che ci sia stata.


I politici locali, veicolati da quelli nazionali, hanno spinto per vedere inseriti i comuni da loro amministrati nell'elenco di quelli aventi diritto ai fondi. Tutto per uno squallido e misero calcolo politico, per preservare un serbatoio di voti importante.


Sarà difficile non ripetere questo, perché i voti in gioco sono parecchi, e possono farsi sentire anche a livello nazionale.


Sentire il nostro presidente del consiglio dire che c'è l'intenzione di costruire una "new town" per ogni capoluogo, e che la prima deve essere quella dell'Aquila, mi provoca finalmente l'ultimo conato di vomito irrefrenabile.


Una new town per ogni capoluogo ? Ma quando sarebbe stata decisa questa cosa ? E' stata mai annunciata in campagna elettorale ? Non mi sembra.


E poi, siamo sicuri che gli aquilani cercano la risposta dello stato nella New Town ? Non lo so, non credo e spero di no.


Bisogna ricostruire i palazzi dov'erano, più solidi (naturalmente) e se possibile più belli di prima. Per il centro storico invece bisogna secondo me ricostruire e restaurare preservando il valore storico artistico della città, l'Aquila è una città splendida, ci sono stato due volte e ne ho un bellissimo ricordo.


Secondo me non è il massimo garantire ad una popolazione terremotata una new town.


Promettere una nuova gigantesca colata di cemento sopra una città splendida che si era sviluppata a misura d'uomo, e che per un caso (o forse non era un caso) della vita era sfuggita alle vorticose leggi delle metropoli moderne (invivibili) senza rinunciare ad una prospettiva di sviluppo economico ma soprattutto culturale e tecnologico.


Questa ricchezza va preservata e presa a modello, non cementificata.


Santoro. Ho rivisto, dopo le polemiche governative, la trasmissione tanto vituperata. Qualche tono era esagerato ma è successo di peggio in passato. A mio avviso se il governo ha qualcosa da dire contro l'informazione, si attacchi per favore non alle critiche in generale, ma alle critiche infondate e a quelle basate su menzogne. Se un giornalista dice cose false in una trasmissione pubblica allora deve essere sanzionato, altrimenti no.


Coloro che urlano "allo scandalo", all'offesa alla protezione civile che lavora, a Bertolaso senza fornire indicazioni precise su cosa di falso è stato detto non dovrebbero incantare nessuno. Perché di falsità non ne sono state dette, mi pare, e comunque la trasmissione ha previsto un contraddittorio efficacissimo da parte di un esponente del PDL di cui non ricordo il nome e da parte del giornalista Mauro Giordano.


Il punto è che Anno Zero portava avanti alcune tesi potenzialmente pericolose per il governo, al di là di tutte le vergogne cosmiche del mondo: la prima è che Bertolaso non ha fatto nulla per cercare di minimizzare, per quanto possibile, i danni del terremoto in presenza di uno "sciame sismico" che comunque andava avanti da mesi. La seconda è che con troppa insistenza si ridicolizzano sia le manie di grandezza (io aggiungerei: di grandezza personale) di Berlusconi che non vuole rinunciare al "suo" monumento, il ponte sullo stretto; sia le pulsioni di allergia profonda alle regole dello stesso che pochi giorni prima della approvazione di un piano casa a mio avviso deleterio ed assassino ha visto manifestarsi gli effetti della costruzione selvaggia, senza regole, senza controlli e senza permessi applicati sul campo in una tragedia immensa e dolorosa come quella dell'Aquila.


A mio avviso il "popolo bue" non ha ancora realizzato che uno dei colpevoli è proprio questo atteggiamento di disprezzo delle regole pubbliche, delle leggi, delle garanzie che vanno date ai singoli cittadini, siano essi privati che acquistano una casa, siano essi malati che si recano in un ospedale per farsi curare, siano essi studenti che abitano la casa dello studente perché impossibilitati all'affitto di una casa.


Pochi hanno notato che nel mezzo della tragedia l'annuncio epico della new town mirava, al solito, agli interessi della sola classe di operatori economici che preme al presidente del consiglio: i costruttori.


Perché se restauro un palazzio esistente, se ricostruisco ex-novo un palazzo crollato i guadagni ci sono, ma non sono confrontabili con i guadagni che potrebbero venire fuori dalla costruzione di una nuova città. Quella è tutta un'altra storia ...


Ma i diritti delle poplazione abruzzesi terremotate ? I loro desideri ? Le loro speranze ?


Non anneghiamo queste cose degne del massima cura nell'ennesima colata di cemento.